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Chiara Strozzieri - Capodiferro Gabriella

Capodiferro Gabriella
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2011 - Chiara Strozzieri,  Pescara


2011 - Per la presentazione in catalogo della Mostra "Icona in rarefazione" vedi alle sezioni "L'approdo ai sicuri lidi dell'informale" ed alla  "Biografia ragionata"

2020 - Dal Catalogo "Gabriella Capodiferro cum discipuli" presso la Galleria Sartori di Mantova

La  post-modernità è patrimonio comune agli artisti di oggi, che sono  chiamati a sviluppare la propria cifra stilistica attraverso vecchi e  nuovi strumenti di lavoro. In un panorama artistico in cui imperversano  forme quali la performance e l’installazione, rimangono personaggi  ancorati a tecniche classiche quali la pittura e la fotografia, e Gabriella Capodiferro  è una di questi. Del resto la differenza che fa grande un’artista è la  capacità di codificare la contemporaneità in maniera autonoma,  scegliendo il proprio linguaggio indipendentemente dalla pratica comune.
 
La  brava pittrice teatina ci ha abituati a questa autenticità in oltre  cinquant’anni di ricerca, attraversando fasi anche molto diverse tra  loro, che infine l’hanno fatta approdare ad una pittura potremmo dire  informale. In verità, una definizione così esatta non rende giustizia a  una poetica che si è costruita da sola, certo su fondamenta solide,  acquisite negli anni accademici a Venezia (particolarmente fortuito  l’incontro col maestro Bruno Saetti), ma volutamente indipendente  rispetto a linee di ricerca ben classificate. Un cavallo di razza,  dunque, la Capodiferro, che a vent’anni già esponeva in via Margutta e  negli anni Ottanta era seguita dal noto critico d’arte, Marcello  Venturoli.
 
La  massima espressione del suo costante desiderio di libertà può dirsi la  scuola d’arte per adulti che lei avvia nel 1987 presso il suo studio a  Chieti e che da allora porta avanti con passione e professionalità.  L’idea è quella di creare un ambiente di bottega, in cui il maestro  d’arte possa trasmettere le proprie conoscenze a discepoli scelti,  accompagnandoli in un percorso di crescita pluriennale.
 
Negli  anni si sono avvicendati un centinaio di aspiranti artisti, alcuni dei  quali hanno trovato effettivamente la loro vocazione e hanno iniziato  poi a svolgere l’attività pittorica o scultorea in proprio. La riuscita  del progetto di Capodiferro è evidente dalla diversità dei linguaggi  espressivi che i suoi discepoli hanno trovato, sperimentato e fatto  propri, e la mostra di Mantova, presso la prestigiosa Galleria Sartori,  ne è un esempio.
 
Già  nel 2009 la scuola si era impegnata in una proposta espositiva presso i  locali del Museo Casa Natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara e allora  il curatore della mostra e critico d’arte, Leo Strozzieri, aveva  titolato l’iniziativa “Gabriella Capodiferro cum discipulis”. Oggi si  vuole riprendere questo titolo, contestualizzandolo con i nomi degli  autori che attualmente seguono i corsi e le attività di laboratorio. La  formula è la medesima: presentare un nutrito numero di opere di  Capodiferro e affiancarle a una coppia di lavori per ogni discepolo.
 
Per  la scelta dei suoi pezzi la maestra teatina, di concerto con la  sottoscritta curatrice, si è orientata sulla ricerca portata avanti  negli ultimi anni. Questo non solo ha permesso a questa ideale seconda  edizione della mostra di manifestare anche la sua crescita, al pari di  quella dei discepoli, ma anche di storicizzare un momento  particolarmente prolifero della sua produzione, a fronte di tante e  nuove sfide professionali affrontate. La prima a dover essere citata è  la grande mostra presso la Schola dell’Arte dei Tiraoro e Battioro di  Venezia, presentata dal critico d’arte, Enzo Di Martino. Capodiferro è  tornata nella città che più l’ha segnata con il percorso formativo  accademico, ma anche con le esperienze di vita. Ecco allora che  l’autrice decide di esporre a Mantova alcuni quadri presi da quella  esposizione, accostandoli a lavori recentissimi che non fanno altro che  ribadire con forza le sue scelte estetiche e concettuali.

Per  quanto riguarda l’aspetto formale, l’artista non può prescindere da un  passato iconico che in qualche modo ha generato in lei una  contaminazione tra figurazione e astrazione, anche quando si è trattato  dell’opera più gestuale. Ma questa carica pseudo-figurativa non è mai  sconcertante, perché la pittrice non la porta in nessun caso al livello  di rappresentazione. Dunque restano solo delle suggestioni iconiche, ma  il fulcro di tutto è il colore, e, a un livello ancora superiore, la  luce. Questa è l’apoteosi della sua evoluzione: il confronto con  l’elemento luminoso, che, a ben guardare i quadri più datati,  comparandoli con quelli realizzati quest’anno, ci si accorge essere  diventato un punto di partenza. L’arrivo è l’Oltre, verso cui  Capodiferro protende con la mente e con la mano che si esercita sulla  tela, sempre con la grande consapevolezza che la pittura sia  accadimento.











Gabriella Capodiferro con Chiara Strozzieri e Arianna Sartori


Chiara Strozzieri con Maria Cristina Ricciardi


Chiara Strozzieri con Gabriella Capodiferro  ed il sindaco dell'Aquila alla inaugurazione della Mostra Arte no caste  all'Aquila nel 2016



Chiara Strozzieri con Gabriella Capodiferro
ultimo aggiornamento 26luglio 2025
per contatti: mgc.capodiferro@alice.it
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