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Sandra Giannattasio - Capodiferro Gabriella

Capodiferro Gabriella
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1972 - Sandra Giannattasio,  Roma

Nella   giovane Gabriella Capodiferro, ciò che a prima vista stupisce, è il   manifestarsi di un duro carattere morale che controlla e asseconda le   scelte emotive e artistiche, portando fino alle estreme conseguenze di   una propria logica interiore, l'espressione della forma — o delle forme  —  che ella variamente intende.
Nonostante  il carattere notevolmente  contemplativo di talune immagini o  particolari (dei volti femminili ad  esempio) permane nei dipinti della  Capodiferro un empito di gestualità  picassiana (vedi l'iconografia di  alcuni Amanti dello Spagnolo)  contratta e raggelata nell'amore troppo  vivido per la forma o meglio le  chiuse armonie formali. La composizione  del dipinto tende spesso ad  essere ad uovo, il che non fa che  confermare una volontà di assoluto e  di completo, che è ciò che  l'artista tenta di raggiungere anche a  livello della condizione  esistenziale quotidiana.
Altre, ma   secondarie influenze e suggestioni artistiche sono presenti nei dipinti   della Capodiferro, come ad esempio quel fascino ambientale matissiano,   ottenuto anche mediante la ripresa di una chiusa effusione   dell'atmosfera di luoghi o sfondi. Oppure quel tanto di manierato   vorticare del segno, che deliziosamente appartiene ad un ricordo   liberty.
La tendenza a semplificare  ritmi, gesti e forme negli ultimi  dipinti della Capodiferro, qui  esposti, non significa dunque, a nostro  parere, che una capacità  accentuata da parte dell'artista, di prender coscienza delle proprie  estrazioni culturali e di spingerle, come  dicevamo più sopra, al limite  di una chiarificazione morale ed  intellettuale del proprio fare  artistico. Che, le auguriamo, sarà sempre  più vigile e meditato.




ultimo aggiornamento 26luglio 2025
per contatti: mgc.capodiferro@alice.it
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